Via Francigena in bici

La mia Via Francigena in bici da Rovereto a Roma

900 km –  9300 m disl+

La Mia Via Francigena in bici é in assoluto il mio primo cicloviaggio. La Mia Via Francigena in bici nasce durante il mio periodo di lavoro e vita in Versilia, quando nelle continue uscite in Mtb mi imbattevo in alcuni segnali bianco azzurri a cui non sapevo dare significato.

Ma l’idea originale ha ben più di mille anni. É nata dalle precise note dell’illustre Pellegrino Sigerico durante il viaggio di rientro da Roma  nel 998 D.C. dopo esser stato nominato Arcivescovo di Canterbury.

La mia idea invece diventa realtà con l’acquisto dell’Arancione, del primo Bikepacking completo e delle Credenziali del Pellegrino dimenticate a casa il giorno della partenza! Un’idea di circa 900 km per poco più di 9000 metri di dislivello totali. Cinque regioni attraversate: Trentino, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.

Il viaggio parte in compagnia di un’amica e subito dopo Parma eccoci finalmente sulla Ciclovia Francigena.

Percorrere la Via Francigena in bici risulta discretamente facile. Ben segnalato il tratto a piedi (i segnali bianchi e rossi). Mentre per la variante ciclabile meglio una traccia gps in quanto seppur segnalata spesso risulta difficile vedere le bande bianco azzurre.

La Ciclovia Francigena si differenzia dal tratto a piedi in quanto evita i tratti che in bicicletta non sarebbero percorribili.

Le Credenziali del Pellegrino inoltre consentono di beneficiare dei numerosissimi ostelli presenti lungo il tracciato che forniscono alloggio ai pellegrini in viaggio.

 

 


Il diario del viaggio

 

Giorno 1 Rovereto – Mantova

115 km, 420m disl+

Si parte di buon mattino con arietta bella frizzante. Ultimo check dell’asseto bikepacking, accensione dei gps e si parte. Da Rovereto percorriamo da subito la Ciclabile dell’Adige (Ciclovia del Sole Eurovelo 7) fino a Pastrengo. Da lì per strade secondarie assai poco trafficate ci immettiamo sulla Ciclabile del Mincio nei pressi del bellissimo borgo di Borghetto sul Mincio fino a Mantova.

 

Giorno 2 Mantova – Sivizzano

110 km 650m disl+

Da Mantova un lungo rettilineo verso il famoso ponte di barche di Torre dell’Oglio. Ci immettiamo sulla Ciclovia del Po fino a Viadana dove oltrepassiamo il Po per visitare Brescello e rendere omaggio a Don Camillo e Peppone. Eccoci poi a Parma e a Fornovo di Taro dove finalmente troviamo il primo segnavia della Ciclovia Francigena: inizia la mia Via Francigena in bici. Iniziamo la salita degli Appennini fino a Sivizzano dove sostiamo nel nostro primo B&B per Pellegrini.

 

Giorno 3 Sivizzano – Aulla

83 km, 1400m disl+

In questa tappa affrontiamo da subito gli Appennini. Il dislivello è importante ma la salita è assolutamente pedalabile. Sosta a Berceto, terra di porcini e tartufi. Il Passo della Cisa a 1041m slm é la quota più alta del viaggio. La lunga discesa verso Pontremoli sulla vecchia strada della Cisa regala scorci bellissimi. Arrivati ad Aulla la serata termina a vino e panigacci.

 

Giorno 4 Aulla – Pietrasanta

80 km, 1000 disl+

Tappa apparentemente tranquilla mi dicevo… invece subito mi rendo conto che la salita al piccolo borgo di Ponzanello non scende quasi mai sotto al 14%.  La fatica però è ripagata dalla vista che ci appare in cima alla salita: il Golfo di La Spezia e in lontananza la bellissima Porto Venere. La discesa verso Sarzana,  le vestigia romane dell’Antica Luni, le cave di marmo bianco di Carrara, mi riportano nei luoghi in cui ho vissuto per due anni: La Versilia. Qui mi sembra di pedalare sulle strade di casa. Da Massa una deviazione dalla Francigena per toccare il mare sulla spiaggia di Forte dei Marmi per poi arrivare nella piazza della splendida Pietrasanta che non finirà mai di rubarmi il cuore a ogni visita.

 

Giorno 5 Pietrasanta – Montecarlo

65 km, 890 m disl+

Lasciamo la bellissima Pietrasanta e da Camaiore salutiamo la Versilia per visitare la splendida Lucca e le sue mura, dove saluto qualche vecchio amico e conosco Simone, anche lui impegnato lungo la Francigena e che ritroveremo spesso da qui a Roma. Per il resto pedalata tranquilla fino ad Altopascio fine tappa odierna anche se su consiglio di amici deviamo verso Montecarlo, un piccolo borgo medievale sulla cima di una collina. Consiglio azzeccatissimo!

 

Giorno 6 Montecarlo – Gambassi Terme

61 km, 940 m disl+

Giornata di continui saliscendi dove pedaliamo un tratto della Francigena medievale. Attraversiamo Fucecchio ma su tutti San Miniato, terra di tartufi pregiati e soprattutto un bellissimo borgo medievale. Qui ritroviamo ancora Simone. Su e giù per le colline fino a Castiglion Fiorentino e poi la salita verso Gambassi Terme. Pernottiamo in un ostello nella Pieve di Santa Maria Assunta, dove sostò l‘Abate Sigerico nella ventesima Mansio del suo viaggio.

 

Giorno 7 Gambassi Terme – Siena

70 km, 1280 m disl+

Eccoci finalmente nella Toscana che ti entra nel cuore, con le sue colline che ci portano prima nella Città delle Torri di San Giminiano,  poi su una bellissima ex ferrovia trasformata in ciclabile tra Poggibonsi e Colle Val d’Elsa. Segue la salita al borgo fortificato di Monteriggioni e  infine l’apoteosi dell’arrivo in Piazza del Campo a Siena. Il giorno successivo ci godiamo una pausa per visitare questa splendida cittadina con le sue contrade e i suoi tesori d’arte. Guai a non visitare il Duomo

 

Giorno 8 Siena – Radicofani

88 km, 1350 m disl+

Ecco la tappa che tutti temono. Lasciamo Siena di primo mattino avvolti dalla nebbia. Siamo nelle Crete Senesi, un continuo saliscendi tra campi e aziende agricole. Ecco Monteroni D’arbia, Buonconvento, le colline di Montalcino e qualche tratto dell’Eroica fino a Torrenieri. Di qui la vecchia statale della Cassia fino a San Quirico d’Orcia. L’occhio si perde tra le colline e i filari di cipressi della Val d’Orcia… e laggiù in lontananza sulla cima ecco la dannata Torre di Radicofani con l’ultima salita di 8 km per raggiungere quota 814m  che ci mette davvero a dura prova. Qui termina purtroppo il viaggio della mia compagna, che cadendo si procura una frattura alla mano. Una notte tra la ricerca di taxi e pronto soccorso decretano per lei il ritorno a casa in treno.

 

Giorno 9 Radicofani – Montefiascone

72 km, 1130 m disl+

Riparto da solo, bellissima la sterrata che scende verso Ponte a Rigo e lì sosta obbligata  al Bar Il Girasole da Alberto (punto fermo per cicloviaggiatori e pellegrini). Qui si lascia la Toscana e si entra in Lazio. Un lento saliscendi fino ad Acquapendente e ogni volta che mi giro la Torre di Radicofani è sempre visibile in lontananza. Costeggio la Cassia fino a Bolsena dove mi godo un pò di riposo in riva al lago e poi l’ultima salita verso Montefiascone dove sotto la Rocca dei Papi mi godo un panorama sul lago davvero unico. Pensavo erroneamente che il difficile fosse passato ma… mi sbagliavo!

 

Giorno 10 Montefiascone – Sutri

60 km, 740m disl+

Giornata ricca di sorprese. La prima già di primo mattino: un tratto originale di basolato dell’Antica Via Cassia… una strada di duemila anni fa battuta da legioni romane, pellegrini, mercanti e quasi sicuramente anche da Sigerico. Poco prima di Viterbo la seconda: Le Terme del Bagnaccio, terme naturali di acque sulfuree. Saputo da dove arrivo l’ingresso mi viene regalato e mi godo un’oretta di bagni termali. Errore gravissimo. A Viterbo la stanchezza esce tutta e attraversare la Tuscia fino a Sutri è davvero un impegno gravoso. Le poche rampe nelle tagliate etrusche sembrano il Passo dello Stelvio. Quella dopo Capranica me la ricordo ancora. Eccomi finalmente a Sutri, immersa tra i boschi ed incastonata su uno sperone di tufo. Scopro che la stanza singola che avevo prenotato è stata data per errore a… Simone. Risolto il problema, la sera ci godiamo una cena in compagnia.

 

Giorno 11 Sutri – Roma

70 km, 650 m disl+

Si riparte assieme a Simone. Sutri è un piccolo gioiello di storia romana, ci fermiamo a visitare le numerose necropoli etrusche, il Mitreo e il bellissimo anfiteatro romano del I sec. D.C. Altra successiva sosta alle cascate di Monte Gelato, nascoste tra la folta foresta di querce. E poi la salita a Campagnano, tratto spaccagambe che rimane ben fissato nella mente di tutti i cicloviaggiatori della Via Francigena. Ed eccoci poi a Formello dove sostiamo per il pranzo e che Simone decide di eleggere per lui fine tappa. Ci si dà appuntamento a Roma e riprendo la strada per la Capitale. Prima Porta mi dà un non proprio caloroso benvenuto a Roma e a Saxa Rubra mi immetto sulla ciclabile del Tevere diretto in centro. Ecco Ponte Milvio e il Foro Italico.

Alla fine imponente Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione… sono arrivato e, come per tutti i viaggiatori,  la soddisfazione di aver raggiunto la meta si mescola con la tristezza per la fine del viaggio.

 

Giorno 12 Roma in bicicletta

35 km e poco dislivello

Un’intera giornata dedicata a pedalare il centro storico di Roma. Bella la ciclabile lungo il Tevere, Pranzo a Campo de Fiori e bici parcheggiata anche in Piazza di Spagna.

 

Dopo la giornata trascorsa visitando la Capitale la mia Via Francigena termina alla Stazione Termini. Il rientro a casa con un Frecciarossa su cui imbarco la mia bici chiusa in una sacca da trasporto.

 

Scarica qui la Traccia del viaggio

 

il centro benessere preferito dalle mie bici

 

Il sarto del mio bikepacking
basic design movement