La Puglia in bici

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, Matera, le Gravine e tutto il Salento

Che bella la Puglia in bici!

730 km – 4500 m disl+

 

La Puglia in bici, un viaggio in Bikepacking di 750km con partenza e arrivo da Brindisi. La Val d’Itria, i trulli di Alberobello, la Murgia selvaggia e un lungo viaggio lungo la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese fino a Castel del Monte.

Grande storia quella dell’Acquedotto Pugliese. Iniziato nel 1906 con la captazione delle sorgenti del Sele nell’Appennino Campano in provincia di Avellino. Ha risolto il millenario problema della penuria di acqua dell’intera Puglia ma non solo (ha portato l’acqua anche a Matera). Opera terminata alla fine degli anni trenta dello scorso secolo con la costruzione della Fontana Monumentale a Santa Maria di Leuca che ne costituisce il termine naturale. 600km (diramazioni escluse) di via d’acqua, con ponti  per superare vallate e dislivelli che sono sorprendenti capolavori di ingeneria civile.  É ancora oggi il più imponente e lungo acquedotto d’Europa. Oggi l’Acquedotto Pugliese è anche un grande progetto di Ciclovia che attraversa quasi tutta la Puglia. Zoppicante nella sua realizzazione ma già percorribile nel suo intero tragitto.

E poi Matera con i suoi Sassi.  Le Gravine di Laterza e Massafra. E ancora Taranto e  la costa del Salento fino a Santa Maria di Leuca. Infine la risalita della costa adriatica per  percorrere la Via Francigena del Sud sino al rientro a Brindisi.

La Puglia in bici stupisce per la varietà dei territori, per la storia millenaria, per la calda accoglienza dei pugliesi e per una cucina fatta di materie prime straordinarie… La Puglia in bici, una volta visitata difficilmente si può dimenticare. Indimenticabile anche perché è stato in assoluto il mio primo viaggio in solitaria subito dopo aver affrontato la Via Francigena.

 

Giorno 1 Brindisi – Locorotondo
80 km 900 m disl+

Partenza dal Porto di Brindisi e dopo pochi chilometri ecco Ostuni, la Città Bianca. Merita la salita alla parte alta del borgo vecchio, tra strette viuzze ricche di fiori, ristoranti e piccoli negozi di artigianato. E poi la Val D’Itria, da Cisternino fino alla bellissima Locorotondo dove soggiorno in un bellissimo trullo ristrutturato.

 

Giorno 2 Locorotondo – Casano delle Murge
71 km 600 m disl+

Inizia il tratto lungo la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Uno sterrato dalle pendenze impercettibili con alcuni scorci davvero meravigliosi. Il Canale di Pirro, una delle principali doline dell’intero barese é attraversato da un ponte canale tra i più imponenti dell’Acquedotto Pugliese.  Eccomi poco dopo ad Alberobello la città dei trulli, Noci, Gioia del Colle e infine Cassano delle Murge la meta del giorno.

 

Giorno 3 Cassano Murge – Castel del Monte
68 km 650 m disl+

La tappa più insidiosa e affascinante dell’intero viaggio. Dalla partenza fino a Castel Del Monte un viaggio nella Murgia più selvaggia accompagnato soltanto dalla “musica” delle cicale.  A metà giornata nel bosco di Scoparella il ponte canale  più alto dell’intero Acquedotto Pugliese. Una pedalata splendida in un ambiante selvaggio e lontano tutto.  Alla fine imponente e misterioso appare Castel del Monte, il punto più a nord del viaggio. Costruito alla fine del 1200 da Federico II di Svevia fu probabilmente dimora di caccia, ma tutt’oggi mantiene intatto il suo mistero, fatto di simboli esoterici e geometrie astronomiche. La giornata termina con la sorpresa finale: non trovo una struttura per la notte in tutta la zona. Pianto la tenda, ma prima il freddo inatteso e i cinghiali poi rendono il sonno un vero miraggio.

 

Giorno 4 Castel del Monte – Matera
72 km 700 m disl+

Giornata pedalata interamente su strade asfaltate e controvento attraverso il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, d’ora in poi  verso Sud. Prima di Altamura si sale fino al Pulicchio di Gravina, un’immensa dolina carsica a quota 540m slm, con Castel del Monte la quota più alta del viaggio.

Dopo Gravina di Puglia ed Altamura breve parentesi in Basilicata con l’arrivo a Matera, Capitale Europea della Cultura nel 2019. É il mio compleanno e arrivare nella Città dei Sassi è un regalo tra i più belli che mi sia mai fatto in tutta la vita. Le dedico il mio giorno di riposo visitando i famosissimi Sassi, divenuti Patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1993 e la Città sotterranea, altra stupefacente bellezza di questo luogo magnifico.

 

Giorno 5 Matera – Massafra
72 km 810 m disl+

Lasciare Matera è davvero difficile. Ma fortunatamente le Gravine mi regalano bellissimi scorci ed é uno spettacolo pedalare in questi paesaggi. Attraverso i borghi di Ginosa e Laterza nel Parco regionale Terra delle Gravine per poi scendere verso le coltivazioni di aranceti della zona di Palagianello. L’arrivo a Massafra è sorprendente. La città vecchia sorta ai bordi della Gravina di San Marco é uno spettacolo di rara bellezza soprattutto con le luci della sera. Scopro solo dopo essere uno dei set preferiti da Pier Paolo Pasolini.

 

Giorno 6 Massafra – Porto Cesareo
94 km 350 m disl+

Lascio Massafra di primo mattino pedalando verso Taranto. L’ingresso della città non è dei migliori. Seppure abbia tracciato in modo da evitarla, anche da lontano la maledetta ILVA annebbia le bellezze della città di Taranto. Taranto, bellissima e antichissima. Fondata nel 706 A.C. fu cittá Messapica, Greca e Araba, culla di una raffinatissima civiltà marittima nata quando Roma era poco più d’un borgo. Tempo di salutare un ex collega di lavoro e si riprende a pedalare verso le spiagge del Salento e Porto Cesareo. Uliveti a perdita d’occhio mi accompagnano fino alla costa. D’ora in poi si pedala sulla costa… A Porto Cesareo si dorme in tenda a due passi dal mare.

 

Giorno 7 Porto Cesareo – Gallipoli
50 km 250 m disl+

Svegliarsi in riva al mare all’alba non ha prezzo… tappa veloce, breve e tutta sulla costa salentina. Sto pedalando nel Parco Naturale di Porto Selvaggio. A Sant’Isidoro visita alla Palude del Capitano, enclave d’acqua dolce a due passi dal mare. Dopo pochi chilometri di litoranea la deviazione per scendere a Porto Selvaggio vale la fatica delle rampe sterrate e spacca gambe che mi aspettano per la risalita. L’arrivo a Gallipoli mi concede un giro nel centro storico posto su isolotto staccato dalla città.

 

8 Gallipoli – Santa Maria di Leuca
65 km 250 m disl+

Appena fuori Gallipoli lascio la strada principale per inoltrarmi verso le spiagge di Torre del Pizzo e… comprendo perché le chiamano le Maldive del Salento. Anche in questa tratta pedalo sulla costa fino a Santa Maria di Leuca sotto la fontana monumentale dell’Acquedotto Pugliese, dove Mar Ionio e Mar Adriatico si incontrano tra loro. Nella piazza del Santuario di Santa Maria di Leuca ai piedi del faro mi rendo conto di essere a “De Finibus Terrae” il punto più a sud del mio cicloviaggio e nell’antichità uno dei  punti di partenza dei pellegrini diretti in Terra Santa. E vi assicuro che non si riesce a rimanerne indifferenti.

 

Giorno 9 Santa Maria di Leuca – Melendugno
105 km 800m disl+

Da oggi si riparte verso nord, si passa dallo Ionio all’Adriatico ma il fascino dei paesaggi rimane inalterato. La salita al borgo di Castro merita la deviazione, con il castello, le mura Messapiche  ed i resti della cappella bizantina di cui ancora son ben visibili frammenti di affreschi. E sul mare la spettacolare Grotta della Zinzulusa. Prima di Otranto pausa a Porto Badisco per i suoi pregiati ricci di mare e visita alla cava di bauxite con i suoi colori pastello spettacolari. L’ingresso nelle mura storiche di Otranto mi fa scoprire un borgo bellissimo e l’incontro fortuito con alcuni colleghi ciclisti da allora divenuti cari amici, Silvio Pappadà “il Re dei Menhir” e Antonio Venza “l’enciclopedico dell’Acquedotto Pugliese” che mi accompagneranno fino a Melendugno dopo aver pedalato scorci di coste meravigliose.. I Faraglioni di Sant’Andrea, la Grotta della Poesia, lo scoglio delle Due Sorelle e lo stagno di Alimini me li sarei persi senza la loro guida.

 

Giorno 10 Melendugno – Brindisi
75 km 200 m disl+ 

In questa tappa percorro la Via Traiana Calabra (oggi Via Francigena del Sud). Poco distante da Melendugno il bellissimo borgo fortificato di Acaya, di origine medievale e rimasto praticamente intatto.

E poi Lecce, romana e barocca nei cui vicoli mi perdo tra palazzi di una bellezza straordinaria. E ancora l’Anfiteatro romano, il Duomo e la sua cripta,  poi si riparte. La Via Francigena del Sud si snoda tra infinite coltivazioni di ulivi ultrasecolari e parchi eolici, con qualche sorpresa come l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, splendido esempio di architettura sacra romanica, oggi tutelata dal FAI.

L’arrivo e la fine del viaggio sono fissati a Brindisi sotto le Colonne Romane del Porto. La Puglia in bici e gli amici conosciuti mi sono entrati nel cuore, segno che il viaggio è stato un successo! Ci sono tornato poi in autunno per scoprire meglio il Salento nell’entroterra

 

Il rientro a casa in treno. Bicicletta smontata e trasportata in una sacca mi permettono di imbarcarla sul Freccia Bianca che in 8 ore mi riporterá a casa in Trentino.

 

Scarica qui la traccia del viaggio

Se volete saperne di più sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese:

 

Il Centro benessere preferito dalle mie bici