La ciclabile Spoleto Norcia

Lungo il tracciato dell’ex ferrovia Spoleto Norcia

59km 890m disl+

 

Nel mio viaggiare in bici solo i basolati delle antiche vie romane riescono ad entusiasmarmi più delle vecchie ferrovie dismesse nella Provincia Italiana. La ciclabile Spoleto Norcia, nata sulle ceneri dell’omonima ex ferrovia, è una delle più belle che abbia mai percorso. L’ho percorsa nel mio cicloviaggio in bikepacking  nelle Terre di Mezzo dell’Appennino, partito da Spoleto alla volta di Roma.

La storia della ferrovia Spoleto Norcia

La ciclabile Spoleto Norcia corre sul sedime di una vecchia ferrovia.  Una delle tante ferrovie abbandonate che tra l’inizio e la metà dello scorso secolo univa i piccoli paesi della provincia italiana. In questo caso Norcia, i molti borghi della Valnerina e la piana di Spoleto.

Una ferrovia ingegneristicamente di grande pregio che, con un complesso sistema di trinceegallerie e viadotti, colmava il dislivello altimetrico di questo territorio montagnoso. In tutto 19 gallerie e 25 tra ponti e viadotti costruiti con tecniche modernissime per l’epoca.  Gallerie, trincee e viadotti spesso con tratti elicoidali, pendenze oltre il 4%, una galleria di valico lunga ben 1936m, trasformarono questa ferrovia di montagna in un capolavoro di ingegneria civile. La tecnica utilizzata fu quella dello scartamento ridotto utilizzato nelle ferrovie di montagna, mutuando l’esperienza svizzera in materia.

Proprio per questo fu soprannominata il piccolo Gottardo Umbro.

Inaugurata nel 1926 dopo 13 anni di lavori, la ferrovia elettrificata a scartamento ridotto Spoleto Norcia era lunga circa 50 km. Il trasporto era garantito da 5 motrici elettriche, per un tempo di percorrenza di poco superiore alle due ore. Il servizio di trasporto fu sospeso per danni bellici tra il giugno 1944 e la fine del 1945. Ripreso poi fino al 1968, quando l’allora Ministro dei trasporti Oscar Luigi Scalfaro ne firmò la chiusura. Sostituita con un servizio di autolinee la ferrovia si perse per sempre.

Dai primi anni del 2000 il tracciato della ferrovia Spoleto Norcia è stato in parte recuperato e adibito a percorso cicloturistico, diventando subito uno dei percorsi preferiti nell’ambito del cicloturismo in Italia. Oggi parte di questa ciclabile corre lungo la Greenway del Nera, premiata nel 2015 come Migliore Ciclovia d’Italia.

Purtroppo i numerosi eventi sismici degli scorsi anni hanno reso impraticabili alcuni tratti della vecchia ferrovia. Un’altra parte, inoltre, è stata  inglobata nella SS685 delle Tre Valli Umbre anche se, fortunatamente, i tratti più suggestivi sono ancora integri e percorribili in bici.

 

 

Il percorso

La ciclabile Spoleto Norcia oggi parte da Spoleto. Più precisamente nei pressi dello svincolo della SS Flaminia, fuori del centro abitato (320m slm). Il tratto iniziale è quello più difficoltoso per pendenze. Qui la pendenza media è del  3% per raggiungere in 8 km quota 620m alla galleria di valico. Il fondo è sterrato ma decisamente compatto e senza alcuna difficoltà per tutto il percorso.

Aggirata la collina ecco la prima delle due gallerie del Cortaccione e poi l’omonimo viadotto, il più alto di tutto il percorso. 5 imponenti arcate con un’altezza massima di 60m sull’omonima valle.

La ciclabile Spoleto Norcia prosegue in salita con pendenza costanza fin sotto la prima arcata del Viadotto della Caprareccia. Qui la ciclabile entra in una trincea elicoidale che mi porta direttamente sul viadotto. Superato il viadotto sulla Fossa Borgiano scopro la prima delle tante stazioni dismesse della vecchia ferrovia.  Ma soprattutto la galleria di valico Caprareccia. Lunga ben 1936m attraversa in leggera tutta la montagna per sbucare poi sopra la Valnerina. Impossibile attraversarla senza luci sulla bici. Attrversarla è un’esperienza davvero unica. Appena dentro si è immersi in un buono totale e il barlume dell’uscita è un puntino che sembra non avvicinarsi mai. Qualche pipistrello mi accompagna fin quasi all’uscita.  Appena fuori ecco una trincea scavata nella roccia a darmi il benvenuto sui pendii della Valnerina.

 

La Valnerina

Lasciata la galleria della Caprarecia l’ambiente cambia del tutto. La ciclabile Spoleto Norcia qui si immerge nei fitti boschi di leccio in un tratto in discesa davvero spettacolare. Viadotti e gallerie elicoidali come quelli del Tassinaro e Vallegiana mi accompagnano fino a Sant’Anatolia di Narco.  In questo tratto è impossibile non fermarsi ad ammirare il capolavoro ingegneristico di questa ferrovia che scende dal monte. In soli 7 km percorre un dislivello di quasi 350m, con pendenze vicine al 4,5% (eccezionali per una ferrovia).

L’ultimo tratto in discesa della ciclabile sull’ex ferrovia, purtroppo, è inagibile causa i danni del terremoto. Una deviazione ben segnalata mi permette comunque di raggiungere il fondo valle. Devo solo superare un brevissimo tratto in single track abbastanza sconnesso. Dopo Sant’Anatolia la ciclabile inizia a costeggiare il fiume Nera lungo un tratto pressoché pianeggiante.

Raggiunta Sant’Anatolia  è il fascino degli antichissimi borghi arroccati sulle colline ad attirare la mia attenzione. Ai piedi di Castel San Felice merita una piccola deviazione la chiesa dei Santi Felice e Mauro. Monastero benedettino, le cui prime notizie  risalgono al V sec. A.C. conserva affreschi del XV sec. e nella cripta il sarcofago contente i resti dei Santi.

La ciclabile Spoleto Norcia continua senza particolari difficoltà lungo il Nera fino ai piedi di Vallo di Nera. Altro meraviglioso borgo di antichissime origini, oggi completamente recuperato. Distrutto dagli eventi sismici degli anni scorsi è stato ricostruito con moderni criteri antisismici, pur mantenendo l’aspetto originario. Anche qui un’antichissima nella piazza del paese trovo una chiesa romanica con bellissimi affreschi del XII sec.,  che però non sono riuscito a visitare. La deviazione per Vallo di Nera obbliga ad una salita abbastanza impegnativa su asfalto, lunga circa 2 km. Ma vi assicuro che la fatica sarà ben ricompensata.

Ripresa la ciclabile Spoleto Norcia è bellissimo pedalare in questo ambiente naturale dipinto dei colori dell’autunno. Il solo rumore del fiume  Nera ad accompagnarmi nelle pedalate è la migliore colonna sonora che mi potesse aspettare. Impossibile non fermarsi per ammirare i i bellissimi scorci nelle molte anse del fiume. Superate altre due brevi gallerie supero Borgo Cerreto e Triponzo. Qui l’omonima galleria (500m di lunghezza) supera la Valnerina per immettermi nella valle del fiume Corno dove l’ambiente cambia nuovamente.

 

La Valle del Fiume Corno

Lasciata la Valnerina e superata la Galleria di Triponzo la Valle del Corno si fa stretta,  chiusa da ripide pareti rocciose. Qui la ciclabile Spoleto Norcia l’attraversa seguendo il corso del torrente grazie ad alcune gallerie ancora in perfetto stato di conservazione. Meritevole una sosta per ammirare la Balza Tagliata, un antichissimo tratturo di origine preromana scavato nella roccia. Per secoli unico passaggio per superare la strettissima gola della valle. Appena prima della fine della gola l’ingresso della Galleria Balza II è parzialmente ostruito da una vecchia frana. Niente paura, bici in spalla (facile dirlo se non pesa 30kg) e si entra superando l’ostacolo. Superata quest’unica difficolta, si percorre ancora un breve tratto sterrato fino alla confluenza fino alla SS685 delle Tre Valli Umbre.

Purtroppo in questo tratto di circa 5 km fino a Serravalle il tracciato originario della vecchia ferrovia è  occupato dalla nuova strada statale. Il vecchio tratto della strad, inoltre, non è più percorribile a seguito del sisma di 5 anni fa. Unica soluzione percorrere la statale prestando molta attenzione a due gallerie abbastanza lunghe e insidiose. Qui, rendersi ben visibili è molto importante per la propria sicurezza. Raggiunta Serravalle termina la valle del fiume Corno e soprattuto ritroviamo il tracciato sterrato della ciclabile Spoleto Norcia sull’ex ferrovia.

 

L’arrivo a Norcia

A Serravalle il fiume Corno compie una curva a destra incuneandosi nella valle verso Cascia. Il tracciato della vecchia ferrovia invece continua diritto lungo l’asse del torrente Sordo per raggiungere Norcia distante circa 7 km. Ritrovato l’antico sedime sterrato, la ciclabile Spoleto Norcia continua al riparo dal traffico. La valle si fa meno chiusa e sullo sfondo appaiono i rilievi dei Monti Sibillini e la conca di Norcia si apre al nostro sguardo. Senza altre particolarità raggiungiamo le vecchia stazione di Norcia appena fuori le mura del centro storico.

L’ingresso nel centro storico purtroppo è un tonfo al cuore. I danni del terremoto del 2016 sono ancora ben visibili. Le transenne che delimitano ancora la zona rossa mi fanno rabbrividire ed arrabbiare. Piazza San Benedetto con la sola facciata del Duomo rimasta e protetta dai tralicci è segno dell’orgoglio che pervade queste genti. Ordinata e pulita nella sua semplice eleganza si mostra in tutta la sua altera resilienza ai pochi visitatori.

Subito mi accorgo che in questo giorni si celebra l’anniversario di quei terribili giorni del 2016 quando un insieme di diverse terribili scosse distrussero letteralmente Norcia, Castelluccio, Amatrice, Visso e  i molti piccoli borghi di queste zone. La gente qui mostra una calma apparente, frutto del disincanto e della rassegnazione per queste terre da tutti dimenticate.

I negozi del centro hanno trovato “riparo” temporaneo fuori delle mura.  La gente vive ancora nei container della prima emergenza, ed in una società civile che tale si definisca,  QUESTO NON É ASSOLUTAMENTE ACCETTABILE!!!!

 



Consigli

La ciclabile Spoleto Norcia non presenta particolari difficoltà dal punto di vista tecnico. É praticabile con quasi tutte le tipologie di bici, personalmente consiglio una gravel o ancor meglio una mtb.  Io l’ho percorsa in sella alla mia Arancione in assetto Bikepacking. Prima tappa del mio cicloviaggio tra Umbria e Lazio. Le pendenze più impegnative sono concentrate nel tratto Spoleto – Sant’Anatolia, che tra l’altro è anche quello più spettacolare.

Luci sulla bici e frontalino sono obbligatori per superare in sicurezza anche le gallerie meno lunghe. Ma soprattutto un gubbino alta visibilità lungo il tratto di strada statale fino a Serravalle. Su questa strada prestate davvero molta attenzione.

Per la sua lunghezza andata e ritorno sono fattibili solo per i ciclisti più allenati. Per chi invece avesse maggiori difficoltà suggerisco il tratto Spoleto – Sant’Anatolia e ritorno.

Durante la stagione estiva è solitamente attivo un servizio di trasporto bici su autobus di linea che consente il rientro da Norcia fino a Spoleto. La pandemia ha complicato tutto nuovamente,  con sospensione temporanea del servizio.

Per maggiori  info contattate lo 0744-492703 (lun – ven 8:00 – 14:00; 15:00 – 18:00) 

Cosa dire di più. Spoleto, Norcia, la Valnerina meritano di essere visitate con attenzione. Non indugiate se avete voglia di qualche deviazione per visitare i magnifici, piccoli borghi di queste zone. Sono piccolissimi scrigni che nascondo perle di storia e cultura uniche.

 

Scarica QUI la traccia gps del percorso