L’Altopiano di Brentonico e il giro del Monte Vignola

A piedi sulla linea del fronte della Grande Guerra

11km 500m disl+
Tempo di percorrenza 3h 30 
difficoltà escursionistica CAI/SAT:  T (turistico)
valutazione d’insieme: PD (poco difficile)

 

 

L’Altopiano di Brentonico si trova nel versante trentino del Monte Baldo. In un territorio di grande importanza dal punto di vista naturalistico, l’Altopiano di Brentonico vanta una grande tradizione storica e culturale nel panorama trentino.

Le prime tracce di insediamenti umani sull’Altopiano di Brentonico risalgono all’età del Bronzo. Fu via d’altura in epoca romana e terra di castelli nel Medioevo. L’Altopiano di Brentonico è storicamente legata alla famiglia dei Castelbarco che lo governò fino al XVsec. quando la linea famigliare s’interruppe. Per questo fu ceduto per un secolo alla Serenissima Repubblica di Venezia.  Tornò agli onori della storia quando fu nominata dal Principato Vescovile di Trento capoluogo e capitanato di giustizia dei Quattro Vicariati.

Dal 1400 luogo di studi e ricerche che hanno reso famoso il Monte Baldo nel mondo per le sue specificità botaniche. Tanto che oggi Brentonico è sede del Parco naturale del Monte Baldo.

Ed infine terra di frontiera nella grande guerra del 15-18 i cui segni sono ancora ben impressi nel territorio,  mèta di questo interessantissimo percorso.

L’Altopiano di Brentonico negli anni Sessanta dello scorso secolo conobbe un vero e proprio boom turistico grazie agli investimenti della famiglia Galassi che trasformò i pascoli della Polsa in una delle località turistiche più conosciute dell’arco alpino.

Oggi l’Altopiano di Brentonico è la mèta ideale per gli amanti del trekking, delle uscite in bici e degli sport invernali.

Trekking adatti a tutti, con panorami spettacolari a picco sulla Vallagarina e la valle dell’Adige, in un contorcersi di trincee, gallerie e postazioni militari prima Austriache e poi italiane.



Il Percorso

 

Verso Cima Vignola

Questo percorso inizia e termina presso il parcheggio del camping Bellavista a Polsa di Brentonico (1290 m) e si snoda per buona parte sul Sentiero della Pace. Da qui percorriamo la strada forestale che costeggia il campeggio. Le pendenze sono risibili trattandosi di una strada ex militare costruita dall’esercito austroungarico nei primi anni del secolo scorso. Una strada militare di pregevolissima fattura, dotata di canali di scolo laterali e impluvi per l’acqua solo di recente riportati alla luce.

Dopo 2 km, sulla nostra sinistra, ammiriamo i resti di malga Vignola (1460 m) e alla fine del bosco arriviamo ai piedi  del  Monte Vignola (1490 m). Qui sono ben visibili i resti delle vecchie caserme austriache e di un enorme impluvio per l’approvvigionamento dell’acqua. Arrivati al cippo degli alpini deviamo verso destra per salire sulla cima del Vignola (1606 m). È in assolutorio dei tratti più difficoltosi dell’intero percorso.  Ma il panorama di cui godrete (sulla Vallagarina e la Valle dell’ Adige) vi ripagherà della fatiche.

La cima del Vignola è un museo a cielo aperto. Fortificato dall’esercito italiano dal 1915, a seguito dell’arretramento delle linee austriache, offre postazioni antiaeree, trincee e numerose gallerie (attenzione sconsiglio di addentrarvici perché sono tutte a rischio crollo). Dal punto di vista militare aveva un’importanza strategica notevole, divenuta oggi “panoramica”. La vista spazia dalla val d’Adige verso Trento e soprattutto verso la pianura padana, al Pasubio e lo Zugna, fino alle cime del gruppo delle Dolomiti di Brenta.

 

Verso il Corno della Paura

Rientrando al cippo degli alpini continuiamo verso il tratto più panoramico del percorso. L’itinerario continua sotto le Colme del Vignola (1510 m) e poi in discesa verso Bocca d’Ardole  seguendo la strada militare scavata dal Genio Italiano. Difficile non godersi gli spettacolari panorami a picco sulla Valle dell’Adige dominata a sinistra dai Lessini e sulla destra dalle cime del Monte Baldo. Nelle giornate di cielo terso lo sguardo può superare la pianura padana fino a scorgere gli Appennini emiliani. Arrivati a Bocca d’Ardole (1387 m) ci regaliamo una breve pausa prima dell’ultima salita della giornata.

(a seguito degli eventi climatici dello scorso autunno un tratto di strada è franato, la traccia prevede già un itinerario alternativo)

Da qui ci inerpichiamo verso il Corno della Paura (1518 m) attraverso una serie di bellissime gallerie militari.   L’ultimo strappo in salita per raggiungere le postazioni militari vi regalerà sicuramente altri attimi di intenso stupore. Rientrati a Bocca d’Ardole continuiamo sulla sinistra lungo i pascoli fino a malga Susine (1310 m).   Rientriamo in fine al parcheggio da dove siamo partiti seguendo la strada forestale.


Consigli

Questo percorso è percorribile per quasi tutto l’anno: dallo sciogliersi della neve fino all’autunno inoltrato. Personalmente vi consiglio la primavera (colori e profumi di aglio orsino intensissimi) o il primo autunno quando il foliage vi rapirà per la sua bellezza.

L’itinerario non presenta particolari difficoltà salvo il tratto in salita verso cima Vignola, ma ci sentiamo di consigliare una buona scarpa da trekking per evitare insidie e godersi in piena sicurezza tutto il percorso.


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