No border bikepacking adventure
Vivere il Carso senza confini
In questo articolo:
(clicca sulla sezione)
– Il Carso
– Il percorso
– Fast
– Classic
– Adventure
– consigli
– la traccia
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Il Carso
Carso Trail è l’essenza del Carso. Il Carso è pietra, nell’origine del toponimo Kras, quanto nelle caratteristiche orografiche che l’anno reso un termine globale della geologia mondiale. Un altopiano calcareo scavato dalle acque e modellato dalla Bora, dove il paesaggio cambia continuamente volto. Pietraie calcaree si alternano a doline profonde, boschi fitti e foreste dall’aspetto arcaico. Poi, all’improvviso, si aprono lande silenziose, quasi sospese, dove lo sguardo corre lontano e il mare appare tra le pieghe dell’altopiano.
È un territorio che non appartiene davvero a una sola nazione. Il Kras sloveno continua naturalmente il Carso italiano, si estende nell’Istria croata fino al Montenegro nello spettacolare sistema del Carso Dinarico. Il tutto senza che il paesaggio sembri accorgersi delle frontiere tracciata dagli uomini.
Eppure il confine ha pesato enormemente sulla vita delle persone tra Italia e l’odierna Slovenia. Nel Novecento ha separato famiglie e comunità, cambiato cittadinanze, imposto lingue e alimentato contrapposizioni. Italiani e sloveni hanno attraversato guerre, occupazioni, repressioni e migrazioni che hanno lasciato ferite profonde. Ancora oggi queste terre parlano lingue differenti. Italiano e sloveno convivono accanto a un patrimonio culturale in cui si incontrano mondo latino, slavo e mitteleuropeo.
Una multiculturalità straordinaria, ma non sempre semplice. Perché sul Carso esistono memorie diverse della stessa storia e, talvolta, dello stesso luogo. Lo raccontano i toponimi dei luoghi, le scritte bilingue, i cimiteri della Grande Guerra, le vecchie strade e le tracce lasciate dai tanti, troppi conflitti he hanno lacerato queste terre. Qui la storia raramente è lontana: spesso emerge appena sotto la superficie, in forma e colore di ferro arrugginito, reperti bellici, trincee e fortificazioni militari.
Il Carso è terra aspra, difficile ma da sempre vissuta. Fu riparo per le prime comunità neolitiche, centro organizzato nei castellieri dell’età del ferro, fino a divenire castrum romani e oggi moderne città come quella di Trieste.
Il percorso
Gli storici percorsi del Carso Trail sono tre, diversi per lunghezza, dislivello e fondo da pedalare. Tutti partono da Turriaco, in Friuli Venezia Giulia, per attraversare il Carso Isontino e Triestino, sconfinare in Slovenia e rientrare infine tra le sterrate e i vigneti del Collio friulano.
Non amo particolarmente partecipare agli eventi trail. Sarà per la mia natura un po’ da orso, o forse perché preferisco perdermi da solo lungo strade dimenticate, seguendo il ritmo del paesaggio più che quello degli altri. Ma il Carso, in questi anni, l’ho percorso, cercato e amato in tutte le sue forme. Per questo ho deciso di fare uno strappo alla regola. Per motivi di lavoro mi sono potuto concedere soltanto la traccia Fast del Carso Trail. Eppure è bastata per ricordarmi ancora una volta quanto queste terre sappiano sorprendere, anche quando pensi ormai di conoscerle.
Il Carso cambia in fretta, quasi senza avvertire. Le lande pietrose lasciano spazio a foreste verdissime, le terre arse dal sole diventano improvvisamente luoghi d’acqua, risorgive e fiumi inquieti. Qui persino l’acqua sembra voler cancellare le proprie tracce: scompare nel sottosuolo, si perde tra grotte e doline e riappare altrove.
Poi arriva il mare. La traccia corre alta sull’Adriatico, prima di tornare a salire nelle foreste del Carso sloveno. Nel mezzo, piccoli borghi di pietra, vecchi confini e paesi silenziosi sospesi in un tempo che non esiste più. È questo che rende il Carso Trail così affascinante: attraversare una terra di passaggi, confini e memorie, da osservare con attenzione e pedalare senza fretta.
Tutti i percorsi sono frutto della profonda conoscenza di queste terre di Marco Sega, Patrick Maggiore e Francesco Furlan, le anime che da ormai un decennio fanno del Carso Trail uno degli appuntamenti iconici nel campo dei trail in bici.
Ve li racconto tutti brevemente. Per tracce GPS e informazioni tecniche vi rimando al sito ufficiale del Carso Trail. Per il resto l’appuntamento è fissato per l’edizione del decennale a maggio 2027… vi aspetto lì!
Fast
Partenza da Turriaco, 250 chilometri e circa 2.500 metri di dislivello positivo, su fondi generalmente scorrevoli e facilmente pedalabili in gravel.
Il tracciato attraversa soprattutto l’altopiano del Carso Isontino e Triestino, seguendo quella linea di confine che ha segnato profondamente queste terre. Prima teatro dei sanguinosi combattimenti della Grande Guerra, oggi trasformati in un immenso museo a cielo aperto. Poi, durante la Guerra Fredda, frontiera tra Italia e Jugoslavia e parte di quella Cortina di Ferro che divideva non soltanto due stati, ma due visioni opposte del mondo. Oggi quel confine si attraversa quasi senza accorgersene.
Il Carso Trail entra ed esce dalla Slovenia e continua sulle alture del Carso, attraversando boschi fittissimi e minuscoli borghi silenziosi che fanno da contraltare alle aride pietraie del Carso Isontino. Lungo il percorso si aprono splendidi panorami sulla Valle del Vipacco/ Vipavska, fino alla piana di Gorizia e Nova Gorica. L’arrivo in Piazza Transalpina, tra Gorizia e Nova Gorica, racconta forse meglio di ogni altro luogo quanto queste terre abbiano sofferto confini spesso imposti. La linea che oggi si supera con un semplice passo, fino a pochi decenni fa era sorvegliata militarmente e separava due mondi, ma che nel 2025 furono entrambe Capitali Europee della Cultura.
Da qui il percorso ritrova l’Isonzo, che in Slovenia diventa Soča, per poi salire lungo una vecchia strada militare fino al crinale del Kolovrat, dove lo sguardo si apre sulle montagne del Friuli Venezia Giulia. Una lunga discesa porta quindi nella valle del fiume Judrio. Una splendida sterrata ne segue il corso e accompagna nuovamente verso il confine italiano e le terre vitate del Collio friulano. Gli ultimi chilometri attraversano vigneti, colline e piccoli paesi, fino a ritrovare ancora una volta l’Isonzo come bussola per il rientro a Turriaco.
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Classic
Il percorso Classic (380 km e 6.800 m di dislivello positivo) condivide con la Fast la prima parte della traccia, per poi spingersi più in profondità nel Carso sloveno. Qui il Carso Trail attraversa il parco naturale dei laghi intermittenti della Pivka e il Carso Verde, entrando in un territorio fatto di doline, selve profonde e vasti spazi dove la Natura sembra conservare ancora il proprio dominio.
La traccia si inoltra poi nella Selva di Trnovo, attraversando la riserva naturale Golaki e Smrekova draga, tra faggete fitte, abetaie e ambienti che restituiscono la sensazione di un paesaggio ancora integro. Sono terre che regalano lunghi momenti di autentica solitudine. Qui il silenzio diventa presenza, l’impronta dell’uomo si fa discreta e la Natura torna a mostrarsi per ciò che è: vasta, severa, primordiale. Non sorprende che questi boschi siano ancora abitati dai grandi carnivori, come orsi e lupi.
Il rientro nei pressi di Gorizia e Nova Gorica riporta sulla traccia della Fast, che accompagna nuovamente verso l’arrivo finale di Turriaco.
Per sviluppo e caratteristiche del fondo, la Classic trova nella Monstercross o nella MTB le compagne ideali: biciclette che permettono di affrontare con maggiore sicurezza i tratti più ruvidi e, soprattutto, di assaporare senza fretta la parte più selvaggia e appartata del Carso sloveno.
Adventure
Il mix perfetto per chi ama gestire e disegnare le proprie tracce. Nessun percorso obbligato ma 15 waipoint obbligatori per disegnare il percorso a misura di ogni partecipante.
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Consigli
Il Carso Trail, in tutte le sue varianti, è un percorso adattissimo ad essere trasformato in una bellissima esperienza di cicloturismo. Le difficoltà del percorso sono affrontabili anche con una bici in configurazione bikepacking anche carico. I percorsi possono essere affrontati da maggio a tardo autunno quando il Carso regala colori davvero indimenticabili. Non ci sono particolari pericoli da affrontare, nella gran parte del percorso si attraversano molti borghi con B&B, negozi di alimentari e campeggi. per questi ultimi fate attenzione al fuori stagione perché spesso risultano chiusi.
Anche in relazione al mezzo non ci sono particolari vincoli, anche se per esperienza personale consiglio sempre una buona MTB o una Monstercross. Per chi ha buone doti di guida va bene anche una gravel ma con coperture assai generose.
La traccia
















































